Agenzia Dogane - La tela di Penelope

Roma -

Ieri l’Agenzia delle Dogane ci ha presentato il “piano di riorganizzazione” imposto dalla riduzione degli assetti organizzativi previsti dall’art. 74 del decreto legge 112/08.  Oggi sarà sottoposto al comitato di gestione ed entro il 30 novembre presentato alla Funzione Pubblica. Nei primi mesi del 2009 dovrebbe partire una fase sperimentale che precederà quella operativa, da attuarsi entro il 2010.

 

Si riducono le Direzioni Regionali, il Friuli viene accorpato  al Veneto, le Marche con l’Emilia, Abruzzo e Sardegna con il Lazio, l’Umbria con la Toscana e il Molise con Puglia e Basilicata, il Trentino diviso in due direzioni provinciali. Al posto delle Direzioni Regionali soppresse viene  creato un  “Distretto” regionale con compiti di supporto per gli uffici territoriali in gestione risorse umane, logistica, informatica, budget, programmazione e controllo. Il nuovo assetto consentirà di  ridurre il del 20% i posti dirigenziali di prima fascia e del 15% quelli di seconda, rispettivamente 5 e 37, come imposto dal decreto Brunetta.

 

Cambia radicalmente anche la suddivisione in Aree delle nuove Direzioni Regionali che seguiranno le competenze: personale, formazione e organizzazione; dogane; accise; antifrode; servizi chimici; legale. Di fatto un passo indietro rispetto all’istituzione degli uffici unici.

 

Inutile dire che ricevere l’informativa alla vigilia del comitato di gestione equivale a farci trovare di fronte al fatto compiuto. In  ogni  caso, lo diciamo chiaramente, non è nostra intenzione lottare contro la riduzione dei posti dirigenziali.

 

Ci interessa, questo si, portare avanti le lotte per i lavoratori dei livelli, a cui il biennio appena firmato destina meno di 50 euro netti in medi in busta paga e che non risolve il problema del comma 165, che, se continuerà ad essere disapplicato, comporterà una perdita di salario accessorio dal 2009 quantificabile in 3000 euro.

 

Sappiamo che quasi tutte le sigle sindacali  territoriali stanno scrivendo comunicati di protesta per il piano di riorganizzazione. Li rispettiamo, ma ci stupisce non averne visto alcuno sul taglio delle dotazioni organiche dei livellati, già effettuato in applicazione  dello stesso art. 74 del dl 112/08, e che ha segnato un drastico ridimensionamento delle possibilità di carriera dei lavoratori doganali.

 

Le nostre preoccupazioni sono che, in tempi di federalismo fiscale, una riorganizzazione che opera in senso inverso, istituendo macroregioni, rischia di creare confusione in un’amministrazione che per il ruolo che svolge necessita di uno stretto contatto sia con le istituzioni locali sia con il tessuto economico sociale del territorio in  cui opera.

 

I continui cambiamenti degli assetti organizzativi poi, che in pochi anni ci hanno fatto passare da un dipartimento ministeriale ad agenzia, dagli uffici unici a questa nuova suddivisione per materie,  non sono stati accompagnati da un’adeguata azione di coordinamento da parte della struttura centrale con l’istituzione di fatto di 14 “feudi”, con disciplinari e interpretazioni normative diverse.

 

Solo una rinnovata capacità di coordinamento della struttura centrale, che con quest’ultima riorganizzazione prevede un contatto più diretto con gli uffici operativi, può porre rimedio all’attuale situazione. In mancanza, si rischia il caos totale con  disciplinari e  interpretazioni normative diverse fra tutti gli 81 uffici locali.

 

L’Agenzia non è stata in grado al momento di fornirci informazioni in merito alle ricadute sulla ripartizione territoriale del personale coinvolto, che si tratterà in una fase successiva.  Per noi i distretti dovranno garantire la sede di lavoro del personale attualmente in servizio presso le sedi delle direzioni regionali soppresse e solo gli uffici territoriali degli stessi capoluoghi potranno assorbire eventuali eccedenze.

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