Agenzia Entrate - CAM: in attesa della fine...

L'accordo sui CAM tarda ad arrivare. Cronaca di una fine già nota?

Roma -

All'ennesima riunione ha fatto seguito l'ennesimo rinvio: la questione dei CAM resta ancora irrisolta almeno fino a giovedì prossimo, data fissata per il prossimo incontro. Se è dato azzardare una previsione ci sbilanciamo subito nel dire che secondo noi la vicenda CAM si risolverà con un nulla di fatto.

 

Meglio ancora - o peggio a seconda dei punti di vista - si concluderà con la ratifica dell'avvenuta metamorfosi e con l'istituzionalizzazione di quelle lavorazioni che furono ''provvisoriamente'' assegnate ai CAM nove mesi fa.

 

Ad oggi la situazione resta paradossale: esiste una condizione di fatto che è data dall'esistenza di carichi di lavoro che ovunque vengono assegnati e monitorati sulla base di scelte unilaterali e mai omogenee. Esiste poi la circolare n. 10/E che ha statuito che le lavorazioni sui controlli di qualità rientrano a pieno titolo fra quelle che vengono valutate ai fini della produttività incentivata. Ed esiste infine il sempre più imbarazzante accordo provvisorio del settembre 2007 che stabiliva in via provvisoria tutto ciò che nel frattempo ha assunto i toni della definitività.

 

Va detto senza mezzi termini che ai Lavoratori dei CAM si sta rendendo un pessimo servizio. Il loro tempo di lavoro è stato stravolto e modificato radicalmente fuori da ogni logica complessiva. La loro professionalità è rimasta al palo, priva di un inquadramento coerente con i contenuti della prestazione lavorativa, schiacciata fra le valutazioni al ribasso emerse nel corso della rilevazione delle esperienze lavorative e il mancato apprezzamento dell'esperienza maturata, quando ad esempio sono stati avviati gli interpelli sulle posizioni organizzative.

 

Sotto il peso dei controlli di qualità (ricordiamo che basterebbe maggiore qualità dei prodotti software per disinnescare ab origine molti degli errori che devono essere corretti manualmente) il tempo destinato alla formazione professionale è decaduto enormemente. È accaduto, né più né meno, quello che troppo agevolmente avevamo previsto: la metamorfosi dei CAM. Solo che stavolta è accaduto che la farfalla è diventata bruco e non viceversa.

 

Nel frattempo la preoccupazione maggiore sentita al tavolo sindacale - è la nostra impressione - consiste nel trovare la strada meno imbarazzante per una presa d'atto: che le scelte organizzative adottate dall'amministrazione abbiano ancora una volta avuto la meglio sulle dinamiche sindacali.

 

La promessa di una rivisitazione del sistema indennitario che riconosca il ruolo dei Lavoratori dei CAM potrà rendere giustizia dell'accaduto? L'onda della ristrutturazione dei servizi sta montando e presto anche i Lavoratori dei front-office insieme con quelli dei CAM subiranno le conseguenze di un significativo cambiamento della loro missione di servizio. L'onda si chiama ''sportello virtuale'', ''razionalizzazione'', ''piena occupazione delle risorse''. Il futuro che avanza, insomma.

 

Quanto ai Lavoratori dei CAM, qualche spicciolo in più - se mai arrivera - potrà ripagarli dell'occasione loro negata di essere il vanto di un'amministrazione competente e preparata? Se alcuni compiti istituzionali avrebbero potuto essere il traino verso la terza area, i nuovi e non più provvisori non saranno la zavorra delle loro possibilità?

 

E chi vorrà accettare il destino di essere bruco e non farfalla?

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