Agenzia Territorio - Catasto ai Comuni: regna la disinformazione

Roma -

Procede a passo spedito il decentramento delle funzioni catastali al Comune di Roma. Dopo esse stato a lungo sponsorizzato da numerosi organi nazionali d’informazione, si sta cercando ora di accelerare un processo che la nostra organizzazione sindacale ritiene da sempre ambiguo e pericoloso. Il ruolo dell’informazione in una questione cosi delicata risulta determinante. Un uso distorto e superficiale delle notizie praticato da certa stampa, non fa altro che delegittimare il ruolo istituzionale dell’Agenzia del Territorio e dei suoi Lavoratori, in opposizione a una presunta maggiore efficienza degli enti locali nella gestione delle funzioni catastali.

 

Ciò è  tutto da dimostrare. La presunta verità della migliore efficienza degli enti locali rispetto all'Agenzia è stata smentita pochi giorni fa, quando i Comuni non sono stati in grado di fornire prontamente al Ministero degli Interni le particelle del catasto terreni relative alle aree devastate dagli incendi che hanno colpito negli ultimi mesi molte zone del nostro territorio nazionale.

 

E meno male che gli enti locali conoscono il loro territorio... Sì  perché è questa una delle motivazioni principali che l'ANCI sostiene nel farsi paladina del decentramento, ignorando però che il Catasto non serve solo per la determinazione delle rendite per il calcolo dell’ICI al fine di rastrellare nuove risorse finanziarie con una maggiore tassazione degli immobili. Peccato che la stampa nazionale non rimuova queste riserve mentali e non dica in fondo tutta la verità sull'operazione decentramento. Anzi, essa fa da cassa di risonanza a un'operazione inutile e costosa, forse per motivi di propaganda, forse per troppa superficialità. Senza dubbio con pochissima o nessuna competenza professionale.

 

Come mai solo adesso ci si accorge e si denuncia l'incoerenza di alcuni classamenti e delle relative rendite di immobili situati nei centri storici delle città come Roma? Sembra insolito che questo "scandalo" che esiste da decenni e che da decenni la nostra organizzazione denuncia, venga fuori perché se ne possa attribuire la responsabilità all'Agenzia del Territorio e ai suoi Lavoratori.

 

Noi abbiamo chiarito sempre, da ultimo sulla nostra proposta per un patto fiscale, che la questione delle rendite catastali deve essere risolta perché da essa dipende l'equità del prelievo fiscale. Ciò che però non condividiamo e contestiamo fortemente è che il riordino delle rendite venga affidato e gestito da soggetti incompetenti, in questo caso i Comuni, che si avvarranno delle ormai ben note pratiche di esternalizzazione che oltre ad essere fallimentari puzzano sempre di clientelismo e malaffare. Con il decentramento delle funzioni catastali aumenteranno i costi a carico della collettività, aumenterà la stessa ICI, sicuramente si aprirà una stagione di precarietà per i Lavoratori. Ma il fatto più grave è che il sistema di revisione degli estimi a livello nazionale verrebbe abbandonato a favore di una revisione locale con tutti i rischi di "localismo" che ne susseguono e che andrebbero evitati quando si parla di prelievo fiscale.

 

Di tutto questo saremmo lieti di discutere con gli organi d'informazione. Chiariremmo in quell'occasione una serie di interrogativi caduti nel vuoto:

 

-          perché la maggior parte di comuni italiani è contraria a questo processo?

-          qual è il ruolo di certe società private che dovrebbero gestire i catasti comunali?

-          se il catasto oggi è completamente informatizzato con banche dati aperte sia ai professionisti sia ai cittadini (di conseguenza  anche ai Comuni) perché questi ultimi ne chiedono la gestione con gli alti costi che ne seguiranno?

-          che fine faranno gli undicimila Lavoratori, professionalmente preparati in materia catastale, se l’Agenzia del Territorio perderà le proprie prerogative?

 

Forse è giunto il momento di sbarazzarsi dei soliti luoghi comuni usati per favorire gli interessi di qualcuno a discapito della collettività. Ai Cittadini e ai Lavoratori non servono salti nel buio ma equità, efficienza e servizi professionali. Basta investire su ciò che già esiste dal 1938: il Catasto Nazionale.