Al Convegno ANCI di Firenze RdB c'è e si fa sentire!

Nostro applauditissimo intervento al convegno organizzato dall'ANCI a Firenze. E dopo le nostre parole molti Comuni hanno scoperto i dolori del decentramento.

Roma -

La RdB con forza si è recata al primo convegno dell’ANCI organizzato a Firenze dopo le ferie. L’inizio è stato grandioso perché nonostante l’imponente temporale, un drappello di dipendenti delle Agenzie del Territorio della Toscana ha realizzato un capillare volantinaggio animato dall’esplicito striscione “NO IL CATASTO AI COMUNI”.

 

Nessuno dei 280 invitati è riuscito a entrare senza ricevere il volantino e il comunicato RdB che spiegavano le ragioni dell’inutilità del passaggio delle funzioni Catastali ai Comuni. Anche Alfiero Grandi sottosegretario all’Economia non ha potuto evitare l’incontro con i Lavoratori dell’Agenzia del Territorio e questo ha permesso a RdB di chiedere e ottenere uno spazio d’intervento durante il Convegno.

 

I lavori sono iniziati con l’introduzione di un fazioso giornalista del “Sole 24 ore” che, con frasi ovvie e preconfezionate, ha elogiato i vantaggi del passaggio del Catasto ai Comuni. A questo intervento è seguito quello dell’assessore al Bilancio del Comune di Firenze che ha manifestato il suo disappunto circa il volantino distribuito all’ingresso e un terzo intervento è stato fatto dal sindaco di Padova, anche lui innervosito dal presidio. Prima dell’intervento di Alfiero Grandi è stata data la parola al delegato nazionale RdB che ha potuto esprimere le ragioni dei lavoratori dell’Agenzia del Territorio che qui sintetizziamo.

 

Abbiamo ricordato:

  • l’ottimo lavoro svolto in questi anni dai dipendenti dell’Agenzia del Territorio;
  • l’idiozia di gestire il Catasto per utilizzarne la banca dati (è come se per avere le mappe dell’aereofotogrammetria si comprano gli aerei senza avere piloti);
  • gli esorbitanti costi di attivazione e gestionali che gli enti locali dovranno sostenere con il rischio che venga violato il “patto di stabilità” con sforamento dei bilanci comunali;
  • la truffa nascosta nell’articolo 10 del DPCM che permette ai Comuni di assumere l’onere di maggiori funzioni senza dar loro la possibilità di tornare indietro sulle scelte fatte (ciò comporterà la necessità di decidere con grande prudenza);
  • che se si vogliono migliorare i servizi aprendo sportelli catastali o fare una mirata lotta all’evasione è possibile farlo da alcuni anni (vedi sportelli decentrati e comma 336) senza assumere la gestione diretta delle funzioni catastali;
  • che i Comuni hanno appaltato tutti i servizi comunali tra cui anche la riscossione dell’ICI e potrebbero quindi lasciare il Catasto all’Agenzia del Territorio per altri 10 anni e gratuitamente.

 

L’intervento ha raccolto l’approvazione e gli applausi di tutti i presenti che erano stanchi dei soliti ragionamenti preconfezionati e per lo più esposti da funzionari degli enti locali e giornalisti che non sapevano neanche di che cosa stavano parlando. Anche Alfiero Grandi ha dovuto ammettere che questa è una strada senza ritorno per i Comuni, che si sta consumando un braccio di ferro politico e il 3 ottobre si conteranno i Comuni che hanno aderito per capire chi aveva ragione a insistere in questo decentramento.

 

Meno di 30 giorni quindi per indirizzare le nostre forze sull’obiettivo che può ancora salvare l’Agenzia del Territorio e i suoi dipendenti.

 

Non arrendiamoci. I giochi non sono ancora fatti!

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