Decentramento Catasti. In risposta alla lettera della CGIL

Roma -

Abbiamo letto con molto interesse il documento della CGIL FP del 10 novembre sul decentramento catastale.

Al proposito, siccome al centro della nostra azione vi è il tentativo di costruire un’azione unitaria a difesa del ruolo dell’Agenzia del Territorio e dei suoi lavoratori, vogliamo rimarcare prima di tutto le note positive, ovvero l’insoddisfazione della CGIL circa gli emendamenti presentati dalla maggioranza sul decentramento, l’obiettivo di porre l’Agenzia del Territorio al centro del processo di decentramento e la volontà di procedere unitariamente con le altre Organizzazioni Sindacali.

È una notevole inversione di tendenza e non possiamo che accoglierla positivamente. È infatti lecito e legittimo cambiare idea.

Ciò che consideriamo un po’ meno legittimo è cercare di capovolgere la realtà per giustificarsi. E a questo proposito vogliamo ricapitolare la genesi del documento presentato dalle scriventi OO.SS. in data 8 novembre 2006:

  • il documento è frutto di una riunione intersindacale tenutasi il 7 novembre, alla quale la CGIL è stata invitata, al pari di tutte le altre Organizzazioni Sindacali, ma ha ritenuto di non partecipare;
  • nonostante questo, il documento elaborato è stato inviato alla CGIL la mattina seguente, prima cioè che uscisse, per cercare comunque una condivisione quanto più ampia possibile;
  • la CGIL, adducendo l’impossibilità di esaminarlo con i propri organismi statutari prima della mattina seguente, ha chiesto di aspettare fino al 9 mattina prima di pronunciarsi sulla condivisione o meno del documento;
  • acquisita la nostra disponibilità ad aspettare, ha però, nel pomeriggio dell’8 novembre, pubblicato un proprio documento chiedendo per conto proprio un incontro all’autorità politica, guarda caso la stessa richiesta che era contenuta nel documento unitario inviatole;
  • solo a questo punto, constatata la volontà della CGIL di fare da sola, abbiamo deciso, di comune accordo, di rendere noto il documento unitario, il quale è infatti uscito soltanto nella serata dell’8 novembre.

Avevamo deciso di non rendere noto quest’episodio al fine di non pregiudicare eventuali convergenze successive con la CGIL ma, viste le velate accuse di questa, non possiamo tacere ai lavoratori l’inesistenza di “conventio ad excludendum” nei confronti della CGIL o di qualsiasi altro soggetto sindacale.

 

I nostri obiettivi sono chiari: difesa del ruolo dell’Agenzia del Territorio quale organo tecnico che può svolgere le sue funzioni per tutte le pubbliche amministrazioni, difesa della professionalità dei lavoratori dell’Agenzia del Territorio, difesa dell’equità fiscale. Se questi sono anche gli obiettivi della CGIL, non vi è alcun bisogno di proclamare ai lavoratori la riscoperta voglia di unità sindacale. Basta una telefonata e una firma sotto il documento da noi elaborato e dalla CGIL conosciuto ben prima che fosse reso pubblico. 

Roma, 13 novembre 2006

CISL FP - UIL PA - UNSA/SALFi – RdB/CUB - FLP


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