Elezioni RSU del 3-5 marzo: ma i sindacati sono tutti uguali? Seconda puntata: LA VALUTAZIONE INDIVIDUALE!

Roma -

Era il 2008, all’inizio della crisi economica, quando il miraggio del merito è servito a nascondere i pesanti tagli a pioggia del nostro salario e la questione della valutazione individuale si è imposta al centro del dibattito mediatico, prima che ancora che contrattuale o legislativo. L’onda mediatica sulla meritocrazia accompagnava e dava sostegno alla campagna sui “fannulloni” spianando la strada a quelle politiche di austerity di cui ancora oggi i dipendenti pubblici pagano gli effetti sulla propria pelle, nonostante sia ormai chiaro a tutti che, piuttosto che rappresentare una valida risposta alla crisi economica, hanno contribuito ad amplificarne gli effetti.

 

Il nostro comparto non è rimasto immune dal clima che si è creato in quel periodo e in molti hanno scelto la strada più facile. Chi non ha avuto la forza e la volontà per frangere quell’onda, ha scelto di cavalcarla inserendo in alcuni dei nostri CCNI sistemi di valutazione individuale. USB si è invece sempre opposta rivendicando che la produttività deve essere collettiva.

 

La questione per ora riguarda Dogane e Monopoli, ma chiunque può intendere che, se non vi sarà la necessaria opposizione, tale sistema sarà presto esteso anche alle Entrate ove, tra l’altro, le “solite” sigle sindacali hanno sottoscritto l’accordo sui passaggi economici per un misero 36% dei lavoratori, dei quali un 10% individuati a piacimento direttamente dall’Amministrazione.

 

E così il CCNI nel 2008 e l’accordo di sperimentazione del 2009 alle Dogane, e il CCNI del 2009 e gli accordi sui Fondi 2009 e 2010 ai Monopoli, hanno previsto un vero e proprio sistema di “pagelline”.  Sistemi differenti, ma con un minimo comune denominatore: la condivisione della necessità di misurare l’apporto individuale e di farlo in maniera autonoma, anticipando i tempi, che sembravano imminenti, di un sistema che ci sarebbe stato a breve calato dall’alto dai decreti di Brunetta. Dotarsi di un sistema proprio per provare ad arginare quello di Brunetta è stata in pratica la lungimirante strategia di CGIL, CISL,UIL,SALFI ed FLP, firmando quegli accordi.

Ci ha pensato poi Tremonti a sospendere l’applicazione del d.lgs 150/2009, stabilendo che i titoli II e III (quindi anche la valutazione individuale) sarebbero stati applicati per i lavoratori dell’amministrazione finanziaria nei limiti e con le modalità stabiliti da un apposito Dpcm, che ad oggi non è ancora stato varato.

 

“Scavalcati” addirittura da Tremonti nella tutela dei lavoratori dell’amministrazione finanziaria sono iniziate le perplessità, i distinguo su ininfluenti questioni procedurali fino alle richieste di sospensione del sistema a cui loro stessi avevano dato il via libera, senza comunque dichiararsi mai contrari all’introduzione di un sistema di valutazione individuale in sé ed anche se ormai il percorso delle autonome forme di valutazione individuale era stato avviato.

 

Ma in questi giorni di certo nessuno rivendicherà questa autonomia. In piena campagna elettorale per le RSU difficilmente troverete qualcuno che vi dirà di aver condiviso la scelta delle pagelline che riceveranno a fine mese i lavoratori dell’Agenzia delle dogane dei monopoli. Tutti contrari, la colpa è solo delle Agenzie, di Brunetta, della Ragioneria che altrimenti non ci certificava i Fondi (anche se loro sono i primi a non avercelo un sistema di valutazione individuale) e le loro firme non sono mai esistite….

Ai più attenti che smentiranno la loro ipocrisia elettorale potranno sempre dire che hanno firmato per limitare i danni e per senso di responsabilità, altrimenti le pagelline invece che ai sensi del loro accordo le facevano applicando la Brunetta.

E ora, alla vigilia dell’ennesima riforma che punta passare all’incasso del vero obiettivo di anni di campagna denigratoria contro i pubblici dipendenti, ovvero far passare all’opinione pubblica pesanti tagli occupazionali come licenziamenti dei fannulloni, cosa ci dobbiamo aspettare da queste OO.SS, che si sbrigano a licenziarci loro prima che lo faccia la Madia?

Grazie, ma stavolta non rischiamo. Alle elezioni Rsu licenziamoli noi.

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