Entrate - Apertura pomeridiana sportelli, quello che il direttore (NON) dice

Nazionale -

In palese difficoltà per un intervento a gamba tesa impopolare e unilaterale che impatta su vari istituti contrattuali, l'Agenzia delle Entrate affida a un video del Direttore il compito di contenere il malcontento che si sta diffondendo negli uffici per l'introduzione dell'apertura pomeridiana degli sportelli.
Con un certo savoir fare, al contempo rassicurante e paternalistico, e nascondendosi dietro la natura sperimentale del progetto, il Direttore dell'Agenzia si rivolge direttamente al proprio personale, secondo una prassi ormai rodata che non riconosce confronto sindacale e ambiti di mediazione.

Un'inquadratura a mezzo busto sponsorizza il progetto di aperture pomeridiane, sottolineandone i vantaggi per l'utenza e non tralasciando, bontà sua, l’attenzione per il personale: per chi si reca  la mattina in palestra, per chi deve accompagnare i figli e persino per i più sbarazzini e nottambuli che vogliono addirittura svegliarsi più tardi.

Ma cos'altro aspettarsi d'altronde, da un prodotto (l'apertura pomeridiana degli sportelli) già promesso e "venduto" da tempo al pubblico del Forum Consulenti e Commercialisti, e quindi di fatto non negoziabile?

Sarebbe fin troppo facile, a questo punto, ricordare la situazione degli uffici territoriali, sottorganico e con carichi di lavoro multi-tasking sempre più stressanti. Sarebbe ovvio ricordare che la tanto decantata conciliazione vita-lavoro espressa in video, mal si concilia con l'attacco alla "Banca delle ore" o con l'irrigidimento dello smartworking. Sarebbe pleonastico sottolineare il problema sicurezza, che le aperture pomeridiane pongono in tutti gli uffici non dotati di guardina. Ma per una Direzione che vorrebbe rappresentarsi "moderna e democratica"   queste cose evidentemente non contano.

Ma, al di lá della propaganda, le decantate aperture pomeridiane a mezzo stampa, non solo non incontrano i bisogni della popolazione più bisognosa, ma riscontrano anche lo scetticismo (e fermiamoci qui) delle stesse Direzioni Provinciali, alle prese con un progetticchio nazionale che pone solo problemi nei territori. Un "progetto” a parole volontario, ma che in assenza di volontari si "deve fare e basta". Appuntamenti pomeridiani in assenza, spesso, di nuova offerta di servizi. Insomma, tutto un bricolage organizzativo, con impatto negativo sul personale e sulla funzionalità dell'Ente, solo per assecondare un vertice quanto mai lontano dai territori ma attento solo al consenso mediatico.

Inutile continuare, la situazione è chiarissima: assenza di confronto e progettualità vera, improvvisazione pura. Attenzione ai mezzi di stampa e in secondo, o forse terzo piano, i diritti dei dipendenti.

Contro questa deriva, dopo la riuscitissima assemblea nazionale online del 16 settembre che ha indetto lo stato di agitazione del personale, risponderemo con le tante iniziative territoriali che vedranno la presenza di USB, per sostenere che un altro modello di Agenzia è possibile.
Indisponibili a cedere diritti!

IL PERSONALE MERITA DI PIÙ!

Pretendiamo Rispetto!

USB-P.I. Agenzie Fiscali