Entrate. Emilia Romagna. Fondo di Produttività 2004: ricominciano gli esperimenti con i soldi dei lavoratori.

Bologna -

Il 1° marzo è stato siglato l’accordo relativo alla ripartizione dell’FPS 2004, che ancora una volta ci ha visti coerentemente costretti a non sottoscrivere, visto che prevede nuovamente la possibilità di destinare una quota del 10% del Fondo di Produttività alla remunerazione della prestazione individuale attraverso l’utilizzo sperimentale di “criteri per la valutazione della qualità della prestazione”.

 

Ancora una volta i sindacati firmatari del precedente accordo (CGIL, CISL e UIL-CISAL) hanno deciso di continuare gli esperimenti con i soldi dei lavoratori nell’ambito e nel contesto sbagliati, e stavolta anche con l’appoggio del SALFI.

 

Perché diciamo questo? Perché riteniamo che fare esperimenti di valutazione del personale nell’ambito della ripartizione in sede locale del salario accessorio, riferito per di più a due anni fa, sia una pratica scorretta poiché coinvolge in via diretta le organizzazioni sindacali e soprattutto le RSU nel valutare, unitamente ai Dirigenti degli uffici, il personale.

 

Sottolineiamo che i “Criteri per la valutazione della qualità della prestazione” inseriti nell’accordo ricordano in modo impressionante il famigerato progetto “Antares”, che, lo ricordiamo, intende definire un sistema di valutazione del personale, e la cui introduzione viene pianificata dall’Agenzia tramite un graduale indottrinamento dei lavoratori.

 

Ci sono ancora dubbi sul fatto di trovarsi di fronte ad un tentativo di sperimentazione, neanche troppo nascosto, che non può che sollevare perplessità enormi? Noi non ne abbiamo.

 

L’unico elemento di “novità” introdotto dall’accordo FPS2004 è invece costituito dal fatto che nel caso in cui la Direzione dell’Ufficio intenda procedere alla remunerazione della qualità della prestazione ciò dovrà esser fatto mediante un confronto, che precederà la fase della trattativa vera e propria, tra le RSU e il Dirigente che dovranno concordare esclusivamente i criteri, mentre  i nominativi  dei destinatari del compenso verranno comunicati alle RSU solo una volta concordati i criteri e prima della conclusione dell’incontro. I nominativi dei meritevoli saranno invece comunicati dalla Direzione ai lavoratori alla definitiva conclusione delle trattative.

 

…e questa “novità” dovrebbe rappresentare la garanzia di trasparenza e imparzialità richiesta dai lavoratori?…

 

COSA POSSONO FARE I LAVORATORI?

 

Siamo convinti che la democrazia sindacale non consista nel dare una delega in bianco ai rappresentanti dei lavoratori esclusivamente ogni tre anni, in occasione delle elezioni dei rappresentanti dei lavoratori. Pertanto, lanciamo un appello a tutti i lavoratori a farsi parte attiva nelle scelte che le RSU andranno a fare in occasione delle imminenti trattative, invitandoli a chiedere di essere puntualmente informati e coinvolti nelle discussioni che si terranno in merito alla remunerazione della qualità della prestazione. Alle RSU invece lanciamo un appello a rifiutare l’introduzione di questo perverso meccanismo di valutazione dei lavoratori, che spinge verso una sempre più crescente divisione e competizione negativa tra gli stessi.

DICIAMO NO!

AGLI ESPERIMENTI FATTI CON I SOLDI DEI LAVORATORI!

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