Entrate Lazio. FPS 2004: parte l'operazione "Stipendio più ricco (meno povero) sotto l'albero di Natale"

Roma -

La nostra organizzazione sindacale ha abbandonato la trattativa sul FPS 2004 al tavolo della Direzione Regionale, dopo aver proposto alla parte pubblica e alle altre organizzazioni presenti, di stralciare dall'accordo un provvedimento con il quale procedere all'immediata liquidazione, a tutto il personale del Lazio, di una consistente quota del salario accessorio spettante per il 2004. Questa proposta non aveva e non ha l'intenzione di limitare l'autonomia delle trattative locali, né di renderle più complesse. Più semplicemente, tiene conto dell'indifferibile esigenza dei lavoratori di disporre in tempi "brevi" di somme il cui diritto alla corresponsione è maturato ben 24 mesi fa.

In tutte le altre regioni d'Italia, l'FPS 2004 è stato già distribuito e probabilmente speso. Il Lazio è l'unica regione in cui, ad oggi, non è partita nemmeno una trattativa locale. Altrove si sta già discutendo l'FPS 2005.

Aver lasciato quel tavolo, di fronte all'indisponibilità di tutti a discutere la nostra proposta, è stato un atto ponderato e attentamente valutato in ogni suo aspetto. Alla luce dei successivi avvenimenti, siamo certi di aver fatto la mossa giusta. Il fatto è che le trattative sul salario accessorio sono talmente complesse e farraginose, da non rendere possibile nessuna "vittoria" sindacale che non sia l'accorciamento dei tempi di riscossione di quelle cifre. Le trattative locali non riescono a porre riparo a una questione salariale che è legata a meccanismi contorti, aberranti, spesso al limite del grottesco, che riguardano la valutazione "ora per allora" di comportamenti organizzativi che spesso non sono definiti o definibili. La buona volontà con cui ci si siede al tavolo per tentare di aggiustare, rintuzzare, rabberciare gli effetti negativi che queste regole innescano soprattutto per le tasche dei lavoratori, non basta e se basta richiede molto tempo. L'insufficienza dei fondi stanziati rispetto alle reali necessità fa il resto.

Se si fosse approfondita la nostra proposta, c'era la possibilità di ottenere un notevole accorciamento dei tempi, e soprattutto si potevano definire regole chiare e uguali per tutti gli uffici del Lazio, pur lasciando all'autonomia delle rsu e delle direzioni locali, la definizione delle somme da distribuire a conguaglio. Appena lasciato quel tavolo, gli altri hanno cominciato a discutere sulla nostra proposta, che evidentemente non era possibile rigettare in via di principio. Sono anche riusciti a peggiorarla, là dove viene spostato al 31.01.2007 il termine oltre il quale i direttori degli uffici locali possono liquidare il salario accessorio fuori da ogni accordo. Due domande le vogliamo fare:

1. perché differire di un mese e mezzo il termine per la liquidazione del salario accessorio in via anticipata, quando si sarebbe potuto decidere al tavolo regionale di attivare subito le procedure per garantire, con la collaborazione di tutti, la riscossione entro la fine di dicembre?

2. Perché lasciare alla responsabilità e all'autonomia dei direttori degli uffici locali una scelta (quella di anticipare la corresponsione del salario accessorio) che poteva essere assunta in modo più egualitario e responsabile al tavolo regionale?

Quello che accadrà adesso è che gli uffici che per primi chiuderanno la trattativa liquideranno gli importi da subito, con beneficio dei lavoratori che vi lavorano. Non è un caso che la Direzione Regionale abbia voluto essere il primo ufficio ad aprire la trattativa locale (convocazione per il 29.11.2006). Quale sarà il secondo ufficio? E quale invece sarà la Cenerentola? Chi avrà biscottini a Natale e chi invece un sacco di carbone? Crediamo ci sia ancora tempo per rimettere in discussione l'impianto complessivo dell'accordo, almeno per la parte a stralcio che riguarda l'anticipo da dare a tutti. La mozione che faremo votare e sottoscrivere nei prossimi giorni vuole raggiungere questo risultato. Sarà necessaria una risposta forte e immediata di tutti i lavoratori. Chi non fosse abbastanza arrabbiato per questo ritardo, che rischia di superare i 30 mesi, rifletta sulla semplice circostanza che i nostri dirigenti, per i risultati raggiunti con il nostro lavoro, hanno già riscosso per il 2004 cifre grandi da 10 a 20 volte quelle che i lavoratori percepiranno, quando le trattative saranno concluse.

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