Entrate, piano rientri e sicurezza nei luoghi di lavoro: le proposte USB al tavolo cambiano la musica del confronto

Roma -

Si annunciava tesa e difficile la riunione sui rientri in presenza del personale, dopo la nota del Capo Divisione Risorse dell'8 novembre che ha disciplinato unilateralmente tale materia e, più in generale, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro sul quale già si era avviato il confronto sindacale.

Il duro intervento dell'USB al tavolo ha posto in evidenza la necessità di accantonare quella nota per riaprire il confronto su basi nuove e differenti: perché quella nota, appunto, ipotecava e blindava la discussione introducendo delle inaccettabili rigidità (6 o massimo 8 giorni mensili in smart working ovvero 2 giorni settimanali) e interveniva a gamba tesa sui protocolli di sicurezza che costituiscono oggetto di contrattazione.

L’Amministrazione ha replicato dichiarando che la nota del Capo Divisione Risorse si era resa necessaria per adeguare la situazione al nuovo contesto normativo e che, comunque, nulla impediva durante la discussione sul protocollo nazionale sulla sicurezza di modificarla.

A questo punto l’USB è entrata nel merito della discussione incanalandola nei giusti binari con l’indicazione precisa e dettagliata di tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e, quindi, un piano di rientri non rigido ma che, pur tenendo conto del nuovo quadro normativo contenuto nel decreto Brunetta, salvaguardi lo svolgimento dell'attività da remoto. Ci stiamo riferendo in particolare al concetto di prevalenza dell'attività da svolgere in presenza attorno al quale si gioca inevitabilmente la partita dei rientri e alla capienza massima delle stanze.

Riportiamo qui le nostre proposte che già avevano inviato all'amministrazione e che oggi abbiamo ribadito e precisato al tavolo:

  • continuare a garantire il proseguimento dell'esperienza dello smart working;
  • individuare una percentuale di presenza giornaliera in ufficio da attestarsi intorno al
    50% e non oltre il 60%, comprensiva delle presenze in servizio dei dirigenti e delle
    poer;
  • prevedere la possibilità che accordi locali integrino l'accordo nazionale nell'ottica di innalzare gli standard di sicurezza;
  • in sede di programmazione dei rientri commisurare la prevalenza del lavoro in
    presenza per ciascun dipendente sulle giornate lavorabili, escludendo conguagli
    successivi per eventuali assenze a qualsiasi titolo;
  • garantire il distanziamento interpersonale prevedendo nelle singole stanze una
    presenza contemporanea che non deve superare il 50% della capienza ordinaria;
  • individuare apposite figure deputate a verificare il rispetto delle previsioni sul
    distanziamento;
  • per prestazioni lavorative superiori alle 4 ore fornire 2 mascherine chirurgiche (dopo 4
    h l'efficacia delle mascherine diminuisce sensibilmente) e, per il personale a contatto
    col pubblico, garantire la fornitura di mascherine FFP2;
  • al fine di effettuare il tracciamento garantire la fornitura di tamponi gratuiti al
    personale che ne faccia richiesta, anche mediante convenzioni con apposite
    strutture;
  • escludere dal lavoro in presenza oltre i lavoratori fragili e coloro che convivono con
    persone affette dalle patologie indicate dal Ministero della salute o con
    ultraottantenni, anche coloro che, pur non rientrando nella categoria dei fragili, hanno
    comunque ottenuto prescrizioni sullo stato di salute.

L'amministrazione ha mostrato interesse per le nostre proposte, aprendo alla possibilità di concludere su queste basi (e sui contributi che perverranno dalle altre sigle), un accordo condiviso già il 18 novembre data nella quale è prevista una nuova riunione sul tema.

Per USB la questione della sicurezza e della tutela della salute nei luoghi di lavoro costituisce da sempre una assoluta priorità che perseguiamo con determinazione supportandola sempre con proposte concrete.

Verificheremo il 18 novembre se le aperture dell'amministrazione si tradurranno in fatti concreti.

USB PI Agenzie Fiscali

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