Entrate - Progressioni economiche, giovedì si può decidere

Il 2 agosto c'è stata un'importante convergenza sulla proposta di un passaggio per tutti

Roma -

La convocazione fissata ieri all’Agenzia delle Entrate si è conclusa con la richiesta – più o meno convintamente sostenuta da tutte le organizzazioni sindacali – di avviare una nuova stagione di progressioni economiche entro le aree per tutti i lavoratori. L’amministrazione ha chiesto settantadue ore di tempo, aggiornando la convocazione a giovedì 5 agosto, per riflettere sulla proposta e analizzarne gli aspetti pratici. La proposta di una stabilizzazione del salario accessorio era, come sapevamo, la via giusta da seguire.

 

Ieri dunque si è verificata la necessaria convergenza su una proposta che, per quanto giusta, avrebbe avuto e avrà un futuro solo se sostenuta da tutte le forze sindacali. Si tratta di un risultato importante, che lascia intravvedere l'inizio di un percorso comune in nome di quell’unità che secondo noi deve nascere sempre da proposte concrete e verificabili. Prende così corpo anche una risposta adeguata al blocco quadriennale dei contratti e ai tagli salariali portati dalla manovra-rapina che è da poco diventata legge. Limitarsi a operazioni di facciata, quale ad esempio sarebbe stata l’erogazione di un anticipo della produttività collettiva 2009 avrebbe forse sciolto qualche imbarazzo sindacale, ma certamente non avrebbe risolto la difficile questione salariale aperta dalle politiche retributive del Governo avviate nel 2008. Fortunatamente l’opportunismo è rimasto a casa.

 

Prendiamo atto dell’esito di una giornata sindacale utile, caratterizzata da questa importante convergenza. Non ci interessa sottolineare la primogenitura dell’idea, quanto piuttosto assicurare che ora si facciano tutti i passi affinché venga stabilmente riconosciuta ai lavoratori la crescita professionale che più volte è stata pubblicamente ammessa e rivendicata dagli stessi vertici dell’Agenzia. A questa crescita deve corrispondere ora uno stabile inquadramento retributivo. Una nuova ondata di progressioni economiche non contraddice l’idea di premiare la professionalità e il merito: più dei coefficienti, parametri, griglie, e delle decine di stratagemmi fioriti negli accordi sindacali degli ultimi anni, una nuova ondata di progressioni economiche sarà quanto di più coerente si possa immaginare. Dieci anni di obiettivi assegnati, centrati e superati, sono la prova che i lavoratori del nostro comparto meritano riconoscimenti strutturali e duraturi.

 

Adesso viene il difficile: gli intenti devono essere fissati nero su bianco e devono essere convertiti in dato di fatto. L’esperienza insegna che non basta un giro di concordi dichiarazioni al tavolo per considerare chiusa una questione, né a volte bastano gli accordi, come dice la vicenda dei 2mila passaggi dalla II alla III area, ancora in alto mare. Sull'operazione incombe la data del 1 gennaio 2011, quando si dispiegheranno ulteriori effetti della recente manovra-rapina, fra cui il blocco contrattuale e la sterilizzazione degli incrementi economici in caso di progressioni giuridiche. Bisogna fare presto. Un passo importante è stato fatto e da qui si può partire per arrivare rapidamente a quell’obiettivo, che come abbiamo detto più volte non costerà un solo euro in più alle casse dello Stato.

 

Si tratta di cambiare la natura di una parte dei fondi aziendali per dare loro quei tratti di stabilità e certezza che rispecchieranno meglio di ogni cosa la serietà e la professionalità dei lavoratori del Fisco, che permettono al nostro Paese di avere una macchina fiscale efficiente e moderna.

 

Le oltre 12mila firme fin qui raccolte per chiedere la stabilizzazione dei fondi aziendali hanno dato forza alla proposta, portandola al centro dell'attenzione. Ciò dimostra che la partecipazione diretta è lo strumento migliore per cambiare le cose. Continuiamo così.

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