Entrate - PROGRESSIONI ECONOMICHE: IL RICATTO DELLA VALUTAZIONE. I nostri diritti trasformati in concessioni

Roma -

Le tre organizzazioni firmatarie dell'accordo sulle progressioni economiche (CGIL, CISL, SALFI) vi diranno che è stato ottenuto un grande risultato perché tutti quelli che si videro negato il diritto alla progressione economica nel 2010 otterranno finalmente la tanto attesa promozione.

 

Se questo sarà l'esito finale, ce lo auguriamo ma non lo diamo per scontato come ci insegna l'esperienza, il risultato passa comunque per una pessima soluzione "negoziale".

Qualche mese fa, un fronte sindacale insolitamente unitario si era impegnato a definire e difendere in ogni sede l'ipotesi dello scorrimento integrale delle graduatorie 2010 per riconoscere a tutti il diritto alla progressione economica che l'accordo del 2010 aveva negato a due lavoratori su tre.

 

Una parte di quel fronte sindacale si è sgretolata davanti ai rilievi non insuperabili degli organi di controllo, la Ragioneria dello Stato e soprattutto la Funzione Pubblica che ha spinto con ottimi risultati per introdurre la valutazione in modo pesante e per sottoporre quello che è ancora un diritto contrattuale al giudizio del capo ufficio.

Prima ancora dei contenuti dell'accordo è il metodo stesso che va respinto con fermezza perché pretende di imbavagliare il sindacato, soprattutto quando fa proposte per difendere i diritti e la dignità dei lavoratori, nel tentativo di ridurre le relazioni sindacali a una avvilente sceneggiata.

 

Con questo accordo non è più il sindacato a decidere e gli organi di controllo a certificare gli accordi ma accade esattamente il contrario, con l'aggravante della bocciatura di un'ipotesi, lo scorrimento delle graduatorie, che gli stessi organi di controllo hanno ratificato in altre amministrazioni.

 

Sappiamo che questo scenario è con molta probabilità il futuro prossimo venturo, ma si tratta di un futuro al quale non intendiamo rassegnarci e contro il quale difendiamo la nostra idea di sindacato, di diritti, di dignità, con la forza che ci danno migliaia di lavoratrici e lavoratori. Lo abbiamo fatto anche ieri.

 

Nel merito dei contenuti, la procedura per le nuove progressioni riguarderà tutti i lavoratori con almeno cinque anni di anzianità nella fascia di appartenenza, soluzione che consente di selezionare la platea in modo "chirurgico" e le risorse consentiranno di attribuire una progressione economica a tutti.

 

La valutazione individuale è il vero elemento di selezione insieme con i titoli di studio e professionali perché la tanto vituperata anzianità di servizio è stata resa innocua con punteggi ridicoli e sterilizzata dagli otto anni di anzianità in poi. Oggi questa valutazione non produce danni, ma resterà nel fascicolo personale dei lavoratori a futura memoria.

Si mette quest'arma così pericolosa nelle mani di una dirigenza decimata e delegittimata che per tutto il 2015 dovrà valutare i lavoratori attraverso complicate schede di giudizio, quando dovrebbe essere molto più preoccupata di garantire il minimo funzionamento della macchina fiscale dopo il caos organizzativo in cui l'Agenzia è precipitata per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato anni di scelte sbagliate.

 

A nulla è valso lo sforzo di decine di migliaia di colleghi che hanno assicurato la tenuta di questa macchina nel momento più difficile della vita delle Agenzie e che ora si vedranno valutati da una "dirigenza" che nella migliore delle ipotesi dovrebbe preoccuparsi di far funzionare bene gli uffici nell'emergenza e nella peggiore dovrebbe avere la dignità di astenersi dal farlo.

La valutazione individuale proseguirà fino al 31 dicembre 2015, un periodo di osservazione lunghissimo e inutile che mette questo accordo in acque non sicure e profonde e chissà mai se riuscirà ad approdare. Come per i retrocessi della III area, come per gli stessi incaricati, non ci stupiremmo se tutto venisse travolto dagli eventi esterni.

Se così non fosse, per questi circa 17900 lavoratori dopo un'attesa lunga cinque anni e ben due procedure di valutazione arriverà nel 2016 il tanto agognato scatto retributivo.

Ecco a voi un sacrosanto diritto contrattuale, pagato con i nostri stessi soldi, trasformato in una estenuante e poco dignitosa corsa ad ostacoli. C'è una parte di sindacato che ha contribuito a creare queste condizioni, facendo arretrare di decenni i diritti dei lavoratori e che adesso rivendica questi risultati firmando accordi del genere. Non ci meraviglia questo, ma ci chiediamo per quanto tempo ancora questi sindacati potranno dirsi rappresentanti della maggioranza dei lavoratori.

 

Nonostante il fatto di aver contribuito a raggiungere l’obbiettivo (ricordiamo la nostra raccolta di firme di aprile 2015) di garantire a tutti coloro i quali non avevano fatto il passaggio economico nel 2010 di poterlo fare ora, non vogliamo piegarci al ricatto della valutazione in questo modo. Per noi resta valido l'accordo sottoscritto da tutti che prevede lo scorrimento delle graduatorie 2010.

 

A margine dell'accordo sulle progressioni economiche, l'amministrazione ha proposto un verbale d'intesa per nuove progressioni economiche da avviare nel 2016 per circa 4500 passaggi. Possiamo immaginare con quali criteri.

 

Infine, nessuna buona notizia per la vicenda dei retrocessi dalla III area. Dopo il naufragio dell'emendamento che doveva salvarli, l'amministrazione ha annunciato nuovi tentativi parlamentari probabilmente sulla legge di stabilità 2016 e solo per provare a garantire il livello retributivo. Intanto langue in Funzione Pubblica, dove forse sono occupati a bocciare i nostri accordi per fare altro, l'ipotesi di interpretazione autentica per risolvere questo ennesimo pasticcio.

 

La soluzione proposta ieri dall'Agenzia, che abbiamo ritenuto assolutamente insufficiente, riguarda solo quegli ex B3 nel frattempo diventati F2 di terza area. A questi colleghi verrà mantenuto il differenziale retributivo tra F2 e F1 di III area - e solo quello - anche quando saranno retrocessi. Per il resto e per tutti gli altri, si aprono ufficialmente le porte della retrocessione giuridico-economica.

 

Nel corso della riunione è anche arrivata la notizia del rinvio a data da destinarsi (?) del tavolo sulle convenzioni fissato per oggi alle 11 al MEF. Un altro brutto segnale, anche perché avremmo voluto chiedere ai rappresentanti del Ministro Padoan che fine hanno fatto i cinquanta milioni di euro mancanti sul Fondo del Personale per il 2013. Anche se conosciamo la risposta.

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