Lazio - TROVATO L'AMIANTO NEGLI UFFICI DELLE ENTRATE

Roma -

E’ di una gravità assoluta la notizia apparsa questi giorni sui giornali, circa il ritrovamento delle micidiali fibre di amianto tra il linoleum e l’impianto di areazione nell’Ufficio Provinciale del Territorio di Roma di Viale Ciamarra. In una circolare che porta la firma del generale Antonio Ricciardi, Generale del Comando dell’unità tutela forestale ambientale e agroalimentare, che ancora è presente nello stabile di Via Ciamarra, si legge “si dispone l’immediata adozione delle seguenti misure precauzionali:

Evitare di aprire o accedere nei cavedi dell’impianto di climatizzazione

Evitare di trascinare sui pavimenti materiale che possa causare lesioni al rivestimento

Inibire la presenza di personale in ambienti la cui pavimentazione presenti parti mancanti o lesionate

Non eseguire interventi di alcun genere (fori,tagli, rimozioni, ecc) su pareti, pavimenti,soffitti,e controsoffitti infissi e altri elementi edilizi o di impianto. “

Dalle notizie sempre riportate dai giornali è stata l’Agenzia delle Entrate ad aver comunicato al Comando dell’unità di tutela forestale che, a seguito dei rilievi, è stata rilevata la presenza di tracce di amianto nella pavimentazione e nell’impianto di areazione.

Sappiamo che l’immobile appartiene ad un fondo immobili pubblici in capo al Ministero delle Finanze, uno dei tanti immobili che furono cartolarizzati da Tremonti. Sappiamo pure che L’Agenzia delle Entrate, e non solo lei, ha un contratto di affitto capestro. Oltre a pagare un canone spropositato, oltre ad avere un obbligo di affitto fino al 2022, (ringraziando sempre la finanza creativa del Ministro Tremonti), alla fine del contratto l’immobile deve essere restituito a norma.

Per cui tutti i lavori sono e saranno a carico dell’Agenzia. Ma chi firma contratti di questo genere ragiona quando lo fa o viene obbligato per motivi di ordine superiori?

Ora il problema è gravissimo, e la nostra Organizzazione Sindacale si è già attivata con i propri legali per una immediata richiesta di chiarimenti alle Direzioni Centrale e Regionale.

La cosa grave è che da anni e anni in quello stabile mancano parti di quel materiale che impropriamente viene chiamato linoleum, che spesso è stato rattoppato, incollato, e che la colla che viene usata contiene amianto 10 volte superiore allo stesso finto linoleum. Che di fori e tagli nei muri ne sono stati fatti migliaia. E che dire inoltre, dei lavori fatti fino a qualche giorno prima di lasciare l’immobile? Fori, tagli e rimozioni. I Lavoratori hanno respirato per vent’anni questa mondezza, ignari della situazione.

Crediamo sia doveroso che qualcuno ne debba rispondere. A questo punto, chiediamo anche, a cominciare dal nuovo stabile di Via Raffaele Costi, di analizzare tutti gli edifici in cui sono allocati i lavoratori, perché la sicurezza dei lavoratori viene prima di ogni altra cosa.

Prima della spendig rewiew, prima della valutazione, ( a proposito come la mettiamo in questi casi con la valutazione quantitativa?) prima di tutti gli interessi che girano intorno al mondo dagli stabili che, ovviamente, in questi anni di crisi, fanno gola a tutti.

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