Lazio - Un passo indietro a Largo Leopardi, ma le pagelline retroattive restano

Subito a settembre assemblea con i lavoratori e referendum sull'accordo locale

Roma -

Evidentemente le proteste dei lavoratori di Largo Leopardi e la nostra battaglia contro il sistema di valutazione del dirigente retroattiva un obiettivo lo hanno raggiunto. Nella riunione di lunedì 20 Luglio l’amministrazione ha ritirato la sua ultima proposta indecente che in pratica applicava preventivamente il testo della riforma Brunetta in corso di esame al Parlamento.   Anche se questo è un fatto positivo le nostre critiche e il dissenso dei lavoratori restano intatti visto che l’amministrazione con una parte delle Rsu è decisa a proseguire sul discorso valutazione magari ammorbidendolo un po' ma ignorando le conseguenze che crea un accordo di questo tipo su situazioni pregresse.

 

Ripetiamo, non riusciamo a capire perché impuntarsi anche per il passato su un sistema di apprezzamento di cui i lavoratori non potevano essere a conoscenza. È a regime, già per il 2009, un sistema valutativo (che a quanto pare già crea problemi) è in arrivo la riforma Brunetta, non vi basta? Perché questo sguardo anche al passato? Perché invece non metterci una pietra sopra e dividere i residui del biennio 2006-2007, che sono una cifra consistente, fra tutti i lavoratori senza tanti giochini statistici e senza appellarsi all'ideologia meritocratica?

 

Siamo stati tacciati di irresponsabilità solo per aver proposto una ripartizione equa e celere. Per poter pagare subito i lavoratori eravamo disposti e lo siamo tuttora anche a una mediazione proponendo di distribuire A TUTTO IL PERSONALE una cifra variabile fra i 700 euro e i 900 euro per il biennio in oggetto calcolando che la cifra media è di circa 820 euro. Tutto in funzione delle attività svolte dalle singole direzioni, delle singole funzioni del lavoratore e delle presenze effettive.

 

Insomma, piccole differenze senza correre il rischio di dividere i lavoratori e assegnare dei fondi in modo arbitrario come già avvenuto nell’accordo 2004-2005. O peggio ancora vedersi bollati come dei “fannulloni retroattivi”.

 

Ma a quanto sembra, dalla riunione di lunedì è scaturita la decisione di continuare con le “pagelline”. Nuova proposta delle Rsu: valutazione dell’amministrazione e via di seguito alla ricerca di un equilibrio che soddisfi qualcuno e deluda molti. Alla fine, vedrete, il risultato non avrà niente a che vedere con la meritocrazia e questo metodo servirà solo a creare posizioni di privilegio per il futuro.

 

Ora la parola passa ai lavoratori. Nell’assemblea che terremo subito a inizio settembre e subito dopo con il referendum che organizzeremo, saranno proprio i lavoratori a esprimere il loro giudizio su questo strano modo di trattare, guardando alle leggi che ancora non ci sono e guardando alle cose che ormai non ci sono più.

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