Sicilia - Entrate, a Ragusa se ne lava le mani

Ragusa -

Assemblea a Ragusa. Come giusto che sia, e corona virus a parte, si va in bagno a lavarsi le mani. In bella mostra un cartello che spiega per filo e per segno tutte le fasi del lavaggio per contrastare l”’influenza”.

Ottimo e abbondante, grazie! Buono a sapersi peccato che nel bagno, per di più rivolto all’utenza, manchino sapone e carta e il portasapone ha l’aspetto del tubetto di dentifricio lasciato aperto e disseccatosi. Figuriamoci detergenti alcolici, come indicato al Ministero della salute nelle ultime settimane. Allegoria di un doppio binario: il datore di lavoro espone quello che diligentemente si dovrebbe fare ma poi non si è messi nelle condizioni pratiche di poterlo fare. Salvo a volersi autotassare per poi farsi rimborsare. Per poi magari vedersi restituire le somme della piccola cassa in maniera molto piccola, piccolissima: monetine col taglio di 1 centesimo, come accaduto a un delegato USB. Vabbè!

Questo il battesimo del surrealismo a Ragusa.

Si sale al piano superiore e si scopre che la sala autorizzata per l’assemblea non si può usare perché ci si era dimenticati di un corso di formazione. Viene da chiedersi per quale ragione si debbano rispettare i termini di indizione delle assemblee se poi, puff!, la sala non ci sta … Un po’ meno vabbè ...

Inizia l’Assemblea. USB fa una cronostoria delle cause che hanno portato all’emergenza sistemica e a normalizzare un contesto di priorità volto unicamente a mettere in sicurezza e risolvere tutti i problemi che riguardano la parte “alta” del personale, mentre la stragrande maggioranza dei lavoratori è stata semplicemente ignorata e sfruttata. Il salario accessorio sempre più esiguo (tra tagli normativi e somme dedicate a PO e IR), il bubbone decembrino sui capi team, i carichi di lavoro in aumento, il personale in via di pensionamento e in questo caso la rima non è solo formale ma anche sostanziale.

USB fa presente che il vuoto pneumatico della catena di comando intermedio in alcune DP si è trasformato nella beffa di una delega di firma spalmata verso il basso e ricorda di aver emanato una diffida all’indirizzo della Direzione Centrale. Riteniamo, infatti, che gli inceppamenti della macchina organizzativa e le conseguenze delle scelte apicali delle Agenzie Fiscali non possano ricadere sempre sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per anni USB si è battuta per rivendicare che le lavoratrici e lavoratori fossero referenti dell’istruttoria e non responsabili del procedimento e quella battaglia ha prodotto risultati importanti, cristallizzati nella nota della DC 93756/ 2016: non vorremmo che si utilizzasse questa condizione di emergenza sistemica e prevedibile per aggirare anche le disposizioni sul responsabile del procedimento e che quello che è uscito dalla porta nel 2016 rientrasse dalla finestra nel 2020. A costo zero, in sordina e senza considerazione dei rischi per l’azione amministrativa e i principi sull’anticorruzione.

Abbiamo ribadito che nemmeno un euro deve essere utilizzato per pagare le posizioni organizzative e gli incarichi di responsabilità che devono essere finanziate con i fondi dell’Ente, utilizzando, invece, le risorse per tutte e tutti per avviare nuove progressioni economiche” e riteniamo, in perfetta solitudine rispetto alle altre Organizzazioni sindacali ma non della base dei lavoratori, che uno dei modi per superare i ritardi, i balletti e i ricatti che sistematicamente si presentano al momento della firma degli accordi sull’ei fu FUA sia puntare alla stabilizzazione delle risorse del salario accessorio e istituire una quattordicesima mensilità. Il tutto a partire dal recupero dei 70 milioni di Euro di tagli subiti e che sono costati la media di €. 1400 in meno a testa.

Si va poi ai temi legati alla DP di Ragusa: le richieste di USB sui carichi di lavoro e il budget rimaste senza risposta così come quelle legate alla sicurezza con particolare riferimento alla criminalità organizzata. Allegato il documento con le proposte di USB dello scorso ottobre.

Poi succede una cosa molto bella, che accade sempre più raramente nelle assemblee: le lavoratrici e i lavoratori si fanno parte attiva e chiedono di integrare la mozione di USB, poi votata all’unanimità con dei punti specifici di richiesta e denuncia:

  1. Stop al depauperamento del fondo di previdenza e rifiuto della logica diffusa per cui i lavoratori pubblici sono dei privilegiati. Questa cultura del privilegio è il brodo culturale che attraverso una costante denigrazione o colpevolizzazione ha portato al ribasso progressivo dei diritti mentre pochi ricordano, invece, che con l’ultimo contratto (di cui USB è rimasta unica non firmataria) non si è recuperata nemmeno l’inflazione (sistemare);
  2. Richiesta di attivare un’azione giudiziaria atta a verificare la sussistenza di clima vessatorio, incidenza diretta sullo stress lavoro correlato e controllo pervasivo sui lavoratori nel sistema dei cd semafori “ingegnato” alla DP di Ragusa;
  3. Condizione di insalubrità, fatiscenza, condizioni igienico sanitarie precarie, microclima alterato all’interno dello stabile in cui si trova la DP dove, tra le altre cose, pur essendo il vicino immobile UPT molto più consono e di proprietà delle Agenzie, è in previsione l’arrivo di colleghe e colleghi proprio dal Territorio.

Lo stato di agitazione è anche questo: aprirsi all’ascolto e sapere che la bussola dei diritti alla dignità lavorativa, al salario e alla salute la indicano prima di tutto le lavoratrici e i lavoratori.

Indietro non si torna!

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