Sicilia - Entrate, alla DP di Messina aumentano i giorni di apertura al pubblico col parere contrario di RSU e Organizzazioni Sindacali. Focus su fragilità e convivenza con ultraottantenni

Messina -

Si è svolta lo scorso 15 luglio alla DP di Messina la riunione sindacale  avente ad oggetto  le Misure organizzative a seguito Direttiva n. 3 del 4 maggio 2020 del Ministro della Pubblica Amministrazione ( lavoro agile) e art. 263 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile) nel Decreto Rilancio.   

Durante la riunione parte pubblica ha finalmente fornito i dati relativi al front office  oggetto di richiesta  USB dello scorso 18 giugno.

Tali dati confermano che in alcuni Uffici della DP non sia adeguatamente garantito il diritto alla rotazione e che la tenuta degli sportelli sia sulle spalle di pochissimo personale.  

VEDI TABELLA ALLEGATA

Nella propria richiesta, USB, che sin dalle scorse riunioni aveva evidenziato l’importanza di una rilevazione delle fragilità e convivenza con portatori patologie e ultraottantenni, aveva chiesto anche i dati per queste categorie. Il dato fornito dalla DP ci pare abnorme e inverosimile: “Al riguardo, si fa presente che nessuna comunicazione è stata finora trasmessa dal Medico competente in merito a Lavoratori che si trovino in condizioni di fragilità.” Nulla dice la DP, invece, rispetto alla dichiarazione di convivenza con soggetti ultraottantenni.

Il divieto di lavoro in presenza per soggetti portatori di patologie e conviventi con ultraottantenni  è previsto dai protocolli nazionali  e a tutela della salute collettiva e pertanto invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a farsi parte attiva nel segnalare la loro situazione, anche alla luce del quadro futuribile relativo allo smart working (dal prossimo 15 settembre decadono le previsioni sullo smart working semplificato) e al possibile coinvolgimento di articolazioni della DP per il sostegno al front office.

Il Direttore  ha infatti comunicato di : “Garantire, inoltre, che in caso di particolari aumenti del flusso di utenza, non gestibili da parte del personale ordinariamente addetto all’erogazione dei servizi in front office, provvederà ad affiancare, temporaneamente, al predetto personale, previa apposita formazione, unità provenienti da altre articolazioni interne che, per la tipologia di attività di competenza, presentano, al momento, margini residui di capacità operativa.

b) Durante la riunione parte pubblica ha espresso l’intenzione di aumentare l’apertura al pubblico per tre giorni la settimana (martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00) degli Uffici Territoriali di Barcellona P.G., Sant’Agata di Militello e Taormina.

In relazione a tale proposta USB ha espresso il proprio dissenso per diverse ragioni:

  1. anche gli ultimi DPCM, a cui parte pubblica fa riferimento per giustificare un aumento dei rientri in presenza,  parlano  di promozione di modalità di collegamento a distanza e di favorire gli accessi solo tramite prenotazione;
  2. l’applicazione dell’art. 263 del Decreto Rilancio non si traduce in un generalizzato ampliamento del lavoro in presenza e fa riferimento a rimodulazioni in funzione dell’utenza ricorrendo alle misure previste dalla norma stessa ( flessibilità dell’orario di lavoro, modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza);
  3. E’ tutto da dimostrare che l’aumento dei giorni di apertura abbia effettive conseguenze deflattive dal momento che tra i servizi indifferibili rientrano la consegna e il ritiro atti. 
  4. Rispetto alla fase attuale e ai sempre più sbandierati doveri morali, se da un lato sono più che   comprensibili  richieste relative al soddisfacimento dell’utenza semplice, lo stesso certamente non può dirsi per i professionisti, che disattendono le convenzioni sui servizi telematici e che altrove, vedasi i Tribunali, hanno fatto talmente pressioni da far prevedere un allentamento dello smart working e una limitazione financo dello stato di emergenza. Alla luce delle campagne di delegittimazione in corso contro le lavoratrici e i lavoratori pubblici,  campagne che fanno passare lo smart working come una vacanza,  USB ha chiesto  con forza un intervento dell’Amministrazione a tutela della dignità  del lavoro e per confutare tali falsità. Tali campagne portano i cittadini ad arrivare agli Uffici con pregiudizio e rabbia sociale. Anche per queste ragioni, in caso di ampliamento delle presenze, si ritiene corretto e doveroso che i primi ad essere coinvolti nella trincea dello sportello siano le figure di coordinamento e responsabilità.

Per tutte queste ragioni USB, che sin dal mese di maggio ha fatto delle proposte concrete per la stipula di un accordo sulla sicurezza alla DP di Messina,  non ha espresso alcun assenso alla proposta di ampliamento delle giornate di apertura, ritenendo che debbano essere posti in essere correttivi strutturali e non soluzioni tampone che impattano su colleghe e colleghi che hanno già dato ampia prova di senso di responsabilità e appartenenza

USB, ha inoltre, sostenuto  le richiesta della RSU in tema di visite e mobilità straordinaria: il  COVID 19 è stato un elemento acceleratore di criticità che già preesistevano e che a Messina riguardano organici ridotti all’osso ed età anagrafica estremamente alta, evoluzione di una situazione già nota ai vertici dell’Agenzia e che lo stato di emergenza ha semplicemente congelato per qualche mese. La questione delle carenze di organico, che oggi esplode al punto tale da rischiare di non riuscire  a garantire una corretta rotazione, non può che essere affrontata con interventi strutturali e che  in questo caso riguardano sia la richiesta di mobilita straordinaria che assunzioni al SUD.

Appena il giorno dopo la riunione  il Direttore Provinciale ha deciso di emanare l’atto con il quale è stato previsto l’aumento delle giornate di apertura: i sindacati e le rsu non sono stati in alcun modo ascoltati. Alla faccia dell’elaborazione di nuovi modelli organizzativi in grado di coniugare l’esigenza di tutela della salute dei lavoratori con la garanzia dell’erogazione dei servizi in misura adeguata alle richieste dell’utenza il potere organizzativo si è espresso in tutta la sua sordità e il suo gattopardismo.

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