Verso il 14 marzo, oltre il 14 marzo

Roma -

Mentre il duo Renzi-Padoan rassicura le istituzioni europee circa l'applicazione delle ricette di austerity nel nostro paese ribadendo la centralità della spending review nell'azione di governo, venerdì 14 marzo durante la manifestazione nazionale indetta dall'USB, andrà in onda tutta un'altra musica.

Scenderemo in piazza non solo per continuare ad opporci alla prosecuzione dei blocchi contrattuali, al divieto di finanziare (con risorse proprie) le progressioni economiche, alla liquidazione dei servizi pubblici, ma anche per puntare il dito contro le profonde disuguaglianze  ed i veri sprechi che attraversano il modello delle Agenzie fiscali.

Un comparto ove quei vertici che tanto responsabilmente parlano di spending review, pur di garantire per sè  e per la loro cerchia privilegi e rendite di posizione, hanno dirottato l'attenzione sui servizi fiscali da tagliare, i diritti da comprimere, i blocchi contrattuali e più in generale i tetti da imporre ai nostri stipendi.

 

I grafici che alleghiamo fotografano perfettamente l'aumento della forbice retributiva, nel triennio 2009-2012, tra dirigenti e le nostre sempre più martoriate retribuzioni.

La spending review che occorre al nostro comparto non passa attraverso fantasiose riorganizzazioni e  chiusure di uffici, ma deve colpire sprechi, sperperi e inefficienze laddove si manifestano veramente.

Stiamo parlando di quei 540 miliardi di imposte non riscosse da Equitalia che costituiscono un ammanco nelle casse dello Stato pesante come un macigno e indicano il fallimento del modello di riscossione privatistico.

O  dello sperpero rappresentato dalle altre due società partecipate che gravitano nell'orbita fiscale. So.Se una s.p.a., che elabora studi di settore per conto dell'Agenzia facendosi pagare profumatamente, e Sogei spa che fornisce servizi informatici alle Agenzie Fiscali (e non solo) sempre dietro, naturalmente, lauta ricompensa.

I servizi della riscossione, quelli informatici e di supporto tributario devono essere reinternalizzati e rientrare nelle competenze del Fisco, attraverso l'assunzione dei lavoratori e delle lavoratrici delle società partecipate: ciò consentirebbe di riappropriarci di funzioni alle quali istituzionalmente il fisco dovrebbe essere preposto, e abbattere quei costi che attualmente l'agenzia sostiene per assicurarsi la fornitura di questi servizi.

 

Questi sono i tagli da fare subito invece di continuare a spacciare per risparmi la liquidazione dei servizi pubblici!

La manifestazione del 14 marzo guarda anche oltre: a maggio il governo si occuperà di Fisco anche in virtù di quella delega fiscale che per ora è una semplice enunciazione di principi ma che dovremo riempire di contenuti attraverso una mobilitazione costante capace di disegnare un Fisco radicalmente diverso che restituisca dignità e professionalità alle migliaia di lavoratori del nostro comparto.

 

NOTA USB del 14 marzo 2014

Dopo la pubblicazione di questo comunicato ci sono arrivate molte e mail di lavoratori che chiedevano spiegazioni sui dati delle tabelle relativi al reddito medio dei Lavoratori delle Agenzie Fiscali.

I dati che abbiamo pubblicato sono dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato e la cifra è enormemente falsata dalla modalità di rilevazione, che considera nello stesso calderone le retribuzioni di dirigenti e impiegati.

 

Come abbiamo già scritto su volantone di Pubblico Impiego “Basta con la vostra Spending Review” (che trovate allegato in fondo a questa pagina), si tratta di un'enorme bugia contraddetta dagli stessi dati ARAN che individuano nella cifra di circa 27.000 euro lordi annui il reddito medio dei pubblici dipendenti.

 

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