Agenzie Fiscali - Lavoro per tutti (a cominciare dai tirocinanti)

Roma -

Siamo alla fine di un anno che ha segnato profondamente la storia del nostro comparto e che ha rappresentato un momento di crescita per il nostro sindacato, per i suoi delegati e crediamo anche per tutti i lavoratori. A ripercorrerlo tutto, anche sommariamente e tralasciando i dettagli, vengono alla mente giorni di straordinaria tensione e partecipazione: la mobilitazione per un contratto migliore, la firma della preintesa, il referendum sul rinnovo del quadriennio normativo.

 

Poi ancora l'arrivo del Governo di centrodestra e l'apertura della stagione brunettiana e antibrunettiana: il blocco del decreto sul Comma 165, i soldi alla Guardia di Finanza, lo sciopero del comparto Agenzie Fiscali indetto da RdB il 16 luglio. L'autunno ha portato la ripresa del conflitto per la difesa del salario accessorio e lo sciopero generale del 17 ottobre contro la legge 133 che ha aperto la strada al movimento studentesco. A fine novembre è arrivato taglio delle dotazioni organiche e il rinnovo del biennio economico con la miseria di risorse stanziate per le nostre retribuzioni a degna chiusura di un periodo di vacche magrissime. Subito dopo si sono aperte le trattative sindacali per la costituzione dei fondi di Agenzia per il 2007 che si sono chiuse rapidamente sotto la condizionante necessità di dare prestissimo ai lavoratori una risposta salariale che essi attendono ormai da quasi ventiquattro mesi.

 

L'anno che si sta chiudendo lascia in eredità al 2009 una serie di questioni di grande importanza che i lavoratori dovranno volgere a loro favore se non vorranno trovarsi in enorme difficoltà. In nostro sindacato sarà al loro fianco e se possibile anche un passo avanti, su tutti i fronti che si preannunciano insidiosi e inevitabili: la riorganizzazione delle Entrate, che pone una serie di interrogativi e preannuncia il definitivo superamento dell'attuale assetto organizzativo e professionale; il decentramento delle funzioni tributarie (e non più soltanto catastali) che se al Territorio serpeggia in attesa del pronunciamento dei tribunali amministrativi, alle Entrate si manifesta nella forma di convenzioni con i Comuni per la spartizione del bottino dell'evasione fiscale. La più grande insidia riguarda come sempre il nostro stipendio: nell'istante in cui scoccherà l'anno nuovo, tutti noi brinderemo con la consapevolezza che le norme speciali che hanno finanziato il salario accessorio saranno abrogate.

 

A mezzanotte e un secondo saremo più poveri di almeno cinquemila euro a testa e se non ce ne accorgeremo subito, ce ne accorgeremo guardando il CUD. Perdere il salario accessorio significa perdere l'unica voce che ha dinamizzato i nostri salari asfittici. A mezzanotte e un secondo entreranno in vigore al posto di quelle norme le ridicole promesse contenute nell'accordo del 30 ottobre: entro il 30 giugno 2009 le norme di finanziamento del salario accessorio verranno ripristinate. Sì, ma da chi, come e quando? Poiché non ci piacciono le coincidenze, evitiamo di ricordare che quest'anno, il 30 giugno 2008 era stata promessa una svolta positiva per la stabilizzazione del nostro Comma 165 e invece in anticipo di qualche giorno è arrivato il decreto legge 112. Il quale, giova ricordarlo, si è portato via un pacco di soldi (nostri), dandoci in cambio una tassa di malattia ancora più esosa e gli "arresti domiciliari" in caso di influenza.

 

Una riorganizzazione a misura dei lavoratori, un decentramento sostenibile, un salario accessorio stabile e certo nella sua entità - e possibilmente pingue - sono gli auguri che ci sentiamo di farvi e di farci per il 2009. Gli esperti preannunciano una crisi dai contorni inimmaginabili. Vorremmo che si sbagliassero, come si sono sbagliati quando hanno certificato operazioni finanziarie criminose o come quando hanno detto che la politica dei redditi serviva a tenere lontana l'Argentina dall'Italia. Temiamo che stavolta non si sbaglieranno. Malgrado questo, auguri a tutti sinceramente. A tutti quelli che si augurano di avere salario, diritti e dignità più di quanti ne abbiano avuti fin qui, ma soprattutto a quelli che non hanno la certezza del lavoro, che resta il primo e più grande dei diritti tutelato dalla Costituzione.

 

RdB vuole rendere l'augurio più tangibile e per questo ha messo in cima alla lista dei suoi desideri la stabilizzazione di tutti i tirocinanti in prova e l'assorbimento integrale della graduatoria degli idonei dell'ultimo concorso bandito dall'Agenzia Entrate.

 

Crediamo che sia un dovere (oltre che un piacere) battersi per chi è in cerca di un'occupazione stabile. I lavoratori del Fisco oggi recuperano 12mila euro al minuto di evasione. Assumere i tirocinanti e gli idonei è il più bel regalo che si potrebbe fare a loro, alle loro famiglie e alla collettività. Auguri a tutti da RdB.

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