Caro Visco ti scrivo (lettera aperta al Vice-Ministro Visco)

Roma -

Vincenzo Visco, a seguito della delega che gli affida le Finanze, ha scritto a tutti i lavoratori delle Agenzie Fiscali. Il tono della lettera, in sostanza, è “sono tornato, ho intenzione di ricominciare da sei anni fa, nel 2000, quando ho dovuto andarmene”…

Caro Visco ti scrivo…

Lettera Aperta al Vice-Ministro Visco

Caro Ministro, forse è utile ricordare che dal 2000 al 2006 sono passati sei anni e due contratti-calvario (uno dei quali non è ancora stato perfezionato).

In questi lunghi anni, favorito anche dalla trasformazione da Ministero in Agenzie, abbiamo assistito un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro. I lavoratori devono produrre sempre di più e rispondere all’esigenza di maggiore professionalità. Ma lo fanno senza riconoscimenti, né economici né giuridici. Aumento carichi di lavoro e procedure di verifica del lavoro da catena di montaggio sono state, e sono, in tutte le Agenzie, all’ordine del giorno, creando ambienti di lavoro poco sereni quando non apertamente ostili, peggiorati anche da procedure di valutazione, come Antares, che indagano la sfera intima e personale.

La precarizzazione del rapporto di lavoro nelle Agenzie, con l’inserimento di sempre nuove figure di lavoro “atipico”, ma anche con la mancata risoluzione dell’annosa vicenda dei lavoratori a tempo determinato dell’Agenzia del Territorio, è inquietante e non rappresenta certo un investimento sul personale.

Che dirLe poi della vicenda delle riqualificazioni ex-contratto, portate a termine nella maggioranza dei Ministeri ed ancora sostanzialmente bloccate nelle Agenzie Fiscali. Le chiediamo di attivarsi perché si sblocchino i contratti integrativi, in ritardo di quattro anni, e non venga rifiutato ai lavoratori il diritto ad una progressione economica per tutti, possibile anche grazie alla modifica del sistema ordinamentale.

Ed ancora. Le chiediamo di attivarsi perché in questa “azienda”, non si debba continuare ad assistere al vecchio copione secondo il quale i soldi del salario accessorio finiscono per essere erogati ai lavoratori dopo vorticosi, inesauribili ed improduttivi dibattiti che producono perdite di tempo e causano enormi ritardi  nella corresponsione al personale di quanto dovuto.

Le ricordiamo, caro Visco, che alla fine degli anni ’90, noi ci opponemmo a questo progetto di trasformazione in Agenzie… e che, in particolare, ritenevamo che la trasformazione in ente pubblico non economico dovesse comportare l’inserimento, a tutti gli effetti, nel settore del Parastato, con riferimento al modello contrattuale e a tutte le normative accessorie. Lo ritenevamo (e lo riteniamo) utile, a garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori delle Agenzie Fiscali.

In questo senso, abbiamo chiesto da tempo la sostanziale modifica del sistema delle Convenzioni tra Ministero e Agenzie.In assenza di cambiamenti, ogni istituto di autofinanziamento, come quello che partirebbe dal 1 gennaio 2007 secondo le previsioni dell’ultima finanziaria targata Tremonti-Berlusconi, risulterebbe inaffidabile e somiglierebbe troppo all’ennesimo tentativo per comprimere le spese, collettivizzare i costi e intascare i ricavi.

E come dimenticare, infine, ma non ultima, la privatizzazione del Demanio, con tutto il carico di (ancora) irrisolte questioni sul personale che non ha voluto seguire la trasformazione?

Oggi è dai problemi del personale che bisogna ripartire. Non basta portar indietro l’orologio al 2000. Bisogna avere ben presente tutto questo. Rimboccarsi le maniche per risolvere questi problemi. Oggi bisogna dare risposte. E farlo subito!

Perché, la vera lotta l’evasione fiscale, siamo certi sia d’accordo con noi, si fa con donne ed uomini motivati, ben retribuiti, certi dei loro diritti, certi del loro futuro… speriamo di poterne parlare presto… e seriamente…

 


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