Emilia Romagna - Come Facebook! La richiesta della Dp Entrate di Bologna è un attacco alla privacy e alla sfera personale. RdB denuncia l'ennesima follia dell'amministrazione.

Bologna -

Con specifica nota si “invitano” i Lavoratori a sottoscrivere una dichiarazione in cui rendere conto non solo delle cause di incompatibilità previste dalla legge e dall’articolato normativo richiamato nelle disposizioni in oggetto, ma anche in merito all’attività lavorativa e professionale dei parenti entro il 4° grado ed affini entro il 2°.

Non vediamo rispondenza e fondamento tra la richiesta in oggetto e l’articolato normativo richiamato (DM 28.11.2000 della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dpr 18 del 16 gennaio 2002), che si preoccupa unicamente di definire le modalità e le incompatibilità con altre attività del Lavoratore medesimo e non dei suoi parenti e affini.

Tra l’altro la richiesta presuppone una ricerca “forse” eccessiva nell’albero genealogico per una dichiarazione lavorativamente e penalmente rilevante, ed appare asserire l’incompatibilità tra l’attività lavorativa e professionale di un parente e/o affine entro il grado descritto e lo status di dipendente dell’Agenzia delle Entrate, cosa che riteniamo ovviamente preoccupante oltre che infondata rispetto alle norme citate a supporto.

Una richiesta di dichiarazione in merito alle attività di parenti ed affini che, oltre che preoccupante per quanto sopra, ci appare un’intromissione nelle sfere personali non suffragata dalla normativa richiamata a supporto.

 

Scarica la nota inviata da RdB e quella della Dp Entrate di Bologna. In fondo alla pagina anche una scheda tecnica sulle modalità di individuazione di parentele e affinità.

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