PRETENDIAMO PIÙ DIRITTI IN TEMA di Smart Working – il 23 giugno USB incontra il Direttore dell’Agenzia delle Entrate
USB porta avanti con determinazione la battaglia per un’applicazione corretta, equa e non discriminatoria del lavoro agile, denunciando le interpretazioni restrittive e arbitrarie dell’Amministrazione.
Già nei comunicati del 2 e 13 gennaio 2026 avevamo evidenziato come limiti generalizzati (divieto di giorni consecutivi, esclusione di lunedì e venerdì, 5 ore di contattabilità “automatiche”, divieto di alternanza con ferie) e penalizzazioni per i neoassunti snaturassero la vera finalità dell’istituto: la conciliazione tempo di vita-temoi di lavoro.
Un passaggio decisivo è stato il 21 gennaio a Roma, con una mobilitazione e assemblea partecipata che ha portato all’attenzione del Capo Divisione Risorse, dott. Dorrello, le criticità principali:
- restrizioni massive sulle giornate;
- estensione non motivata della contattabilità;
- limiti discriminatori per il personale di recente assunzione.
Da quella mobilitazione è scaturita la nota dell'Amministrazione del 3 aprile 2026 (prot. 109515), che ha chiarito l’inammissibilità di limitazioni generalizzate, imponendo che ogni vincolo sia giustificato da reali esigenze organizzative.
Nonostante ciò, come denunciato nella diffida del 17 maggio 2026, persistono ancora comportamenti difformi persistendo vincoli inaccettabili vincoli e limitazioni ingiustificate per i neoassunti.
Resta inoltre centrale il tema dello smart working in deroga, che dovrebbe avere una durata equivalente a quello ordinario e che dovrebbe essere applicato con elasticità, prevedendo anche la possibilità di svolgere lavorazioni miste (in presenza e in smart nella stessa giornata), profili orari diversi dal rigido 7 ore e 12 minuti, e includere anche i pendolari con condizioni gravose e chi ha responsabilità di caregiving verso familiari fragili.
In questo quadro si inserisce l’incontro del 23 giugno, occasione in cui USB rappresenterà al Direttore dell’Agenzia delle Entrate tutte le criticità ancora aperte e segnalerà che molti lavoratrici e lavoratori, da tutte le regioni, hanno sottoscritto la nota sulla non corretta applicazione dello smart working con particolare riferimento al personale di recente assunzione, evidenziando un problema diffuso su scala nazionale.
USB continuerà a vigilare e intervenire: il lavoro agile è un diritto regolato, non una concessione.
PRETENDIAMO più spazi, più DIRITTI, più risorse.