Agenzia del Territorio: ombre lunghe sul decentramento

È ancora notte all’Agenzia del Territorio. In merito al decentramento catastale nessuna luce si è accesa.

Roma -

Abbiamo letto l’ultimo schema di DPCM e non abbiamo visto sostanziali cambiamenti rispetto al testo precedente che già ci appariva alquanto allarmante.

 

  1. altre forme associative. Con questo termine posto all’art.21 combinato con l’art.102 che si collega al Testo Unico degli Enti Locali, il DPCM intende aggirare il divieto di esternalizzazione posto dalla legge finanziaria e reclamato con chiarezza, tramite gli emendamenti proposti, solo dalla nostra organizzazione.
  2. I Comuni […] assumono la gestione diretta e completa […] con gradualità crescente […]. Una volta saliti sulla nave non si sbarca più. Rimane l’impossibilità per i Comuni di poter tornare indietro sulle scelte compiute.
  3. Comitati tecnici. All’art.74 compaiono i comitati previsti dal Protocollo d’intesa con l’ANCI che svuotano ulteriormente i compiti di controllo delle criticità degli Uffici Provinciali.
  4. L’Agenzia del Territorio effettua […] il controllo […]. Questa funzione di controllo esposta all’art. 81 resta, ad oggi, priva di qualsiasi contenuto. È una scatola vuota che non può garantire nulla al lavoratori dell’Agenzia.
  5. affiancamento con proprio personale esperto. All’art. 92 si ribadisce l’estraneità degli Uffici Provinciali (posta in prima stesura) anche dalla formazione del personale dei Comuni. Una condizione già ridicola in sé che nel testo conclusivo peggiora ulteriormente.
  6. 15 dicembre 2009. L’art. 105 ribadisce la seconda finestra aperta per assumere le funzioni catastali dando tempo ulteriore per deliberare entro il 15 luglio 2009 ed esercitare le funzioni dal 15 dicembre 2009. Anche questo indica la precisa volontà di smantellare questo settore della Pubblica Amministrazione
  7. senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Questa sibillina frase aggiunta al termine dell’art.118 implica il fatto che il trasferimento di personale ai comuni non avrà nessun “incentivo”.

 

Tutto questo perché si è sempre sbandierato ai cittadini che è giusto avere uno sportello catastale sotto casa, nel proprio Comune. Per tale motivo si sono giustificati tutti questi atti. Ma allora bastava il comma 7 dell’art. 2 di questo DPCM in cui si scrive che Nei casi di gestione affidata, l’Agenzia del Territorio promuove e facilita l’attivazione presso gli uffici comunali del servizio autogestito di consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale, con il rilascio delle visure catastali informatizzate, per le quali le norme vigenti non prevedono il pagamento di oneri o diritti.

 

Ai cittadini e’ passata l’informazione che potranno fare “gratis” le visure informatiche nel loro Comune, ma non che tutto questo verrà fatto pagare “salatissimo” tramite la revisione degli estimi, su cui il Comune ha carta bianca.

 

Il cittadino paga    il lavoratore paga  il governo gode

 

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