Agenzie Fiscali - RdB lancia una raccolta di firme contro lo scudo fiscale

L'iniziativa è rivolta a cittadini e lavoratori (onesti) che vogliono ribellarsi a questa barbarie tributaria

Roma -

Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato lo scudo fiscale. L'operazione consentirà a tutti coloro che hanno occultato al Fisco capitali mobiliari e immobiliari di rimetterli in circolazione nel Paese avendo assicurato l'anonimato e pagando un'aliquota dell'1% per 5 anni. Siamo davanti al peggior condono fiscale di sempre che crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di euro, rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria.

 

Lo scudo è anche un'amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all'evasione fiscale sui quali calerà definitivamente il silenzio, grazie alla consegna dell'anonimato che la legge ha imposto per gli intermediari che invieranno le dichiarazioni di adesione allo scudo.

 

Così, dopo aver visto tagliare i nostri salari aziendali (nessuno si illuda circa il fatto che le amministrazioni sono riusciti a limitare le perdite relativamente alla costituzione dei Fondi 2008, il peggio deve ancora arrivare); dopo aver visto lo spezzatino delle nostre funzioni con i vari decentramenti e le svariate riorganizzazioni; dopo aver visto smontare con precisione scientifica la credibilità sociale dei lavoratori pubblici, fra i quali ovviamente anche noi del Fisco, ecco arrivare un provvedimento che distrugge la credibilità del Fiscoitaliano, pazientemente costruita con dedizione e professionalità dai lavoratori. Un colpo mortale alla tax compliance, che ricordiamo doveva essere il pilastro della nuova politica fiscale. Il pilastro è stato abbattuto a colpi di scudo.

 

Tutte le peggiori domande sono oggi legittime. Che senso ha il nostro lavoro? Cosa vuol dire produttività se poi una legge manda al macero anni di lavoro? Ha ancora senso parlare di equità fiscale? Queste domande meritano una risposta.

 

Per questo abbiamo deciso di caratterizzare il percorso che ci porterà allo sciopero generale del 23 ottobre prossimo con una raccolta di firme contro lo scudo fiscale. Siamo operatori del Fisco, lavoratori convinti di avere una funzione sociale, lavoratori che chiedono di poter svolgere al meglio il proprio dovere perché anche attraverso il proprio impegno quotidiano si raggiunga quell’equità sociale basata sulla partecipazione di tutti al gettito fiscale. Di tutti, non solo di quelli che guadagnano 18mila euro lordi annui e dintorni.

 

L'ennesima legge premia i grandi evasori, quelli che hanno sottratto grandi risorse dal bene pubblico, quelli che hanno impoverito il nostro Paese sottoponendo i ceti sociali meno attrezzati a una pressione fiscale enorme. Il gettito è sulle nostre spalle, non possiamo non rendercene conto. E intanto erodono gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali, e intanto avanza la riforma brunettiana che porta esclusione ex lege al salario aziendale anche se si è produttivi e dobbiamo perfino sentire Confindustria che invoca azioni punitive contro i dipendenti pubblici per il bene del Paese.

 

La nostra organizzazione rivolge a ogni lavoratore un invito chiaro: firma contro lo scudo fiscale e sciopera il 23 ottobre. Nessuno fermerà questo scempio e nessuno dirà basta a questo stato di cose, se non sarai tu a farlo per primo. Contro lo scudo fiscale, proteggi i tuoi diritti, difendi il tuo salario, rispetta la tua dignità.

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