Agenzie Fiscali - Sul Contratto nessun gioco al ribasso: tutti sotto l'ARAN!

Roma -

Una delle cose alle quali il nostro sindacato non rinuncerà mai è l’impegno della chiarezza con i Lavoratori. Proprio per questo motivo, quando la strada del rinnovo contrattuale si è fatta ancora più stretta e i mesi di ritardo sono diventati troppi, lo stato di agitazione che abbiamo aperto si è fondato su una mozione da fare approvare ai Lavoratori. Quella mozione chiarisce i contenuti del nostro impegno. I Lavoratori lo hanno capito e da tutta Italia sono arrivate le mozioni targate RdB (insieme con altri documenti che invocavano l’unità sindacale in questo momento delicato), che abbiamo pubblicato. L’unità sindacale non è mai stata per noi un valore a prescindere; tuttavia capiamo anche quando è il momento giusto per preservarla in nome della necessità di dare più forza all’azione sindacale e ai Lavoratori. In più regioni, dal Veneto alla Puglia, abbiamo registrato iniziative unitarie e abbiamo creduto di doverle sostenere proprio in nome della domanda di unità. Ciò non sta accadendo ovunque e non sta accadendo ad esempio nel Lazio, dove da settimana prossima si aprirà un ventaglio di interventi su fronti diversi. Poiché in questi casi si rischia di fare confusione sui contenuti delle varie "offerte" sindacali, crediamo di dover precisare il percorso sin qui seguito da noi. Diciamo subito che il prossimo 7 febbraio a mezzogiorno l'ARAN tornerà a sentire la parte sindacale e che noi saremo impegnati su due fronti: al tavolo negoziale e in piazza, dove terremo un presidio con assemblea cittadina proprio davanti alla sede dell'ARAN, per portare nel cuore della discussione i Lavoratori che fin qui hanno protestato dentro i posti di lavoro. Chi fin qui ha sostenuto i contenuti della nostra mozione, che già da dicembre scorso circola in tutti i posti di lavoro; chi vuole tenere alto il livello della protesta, è invitato a partecipare alla nostra iniziativa promossa insieme con i delegati sindacali e i Lavoratori della FLP. Fin qui gli scenari possibili sono due, tenendo conto che tutti sono condizionati dalla particolare situazione politica che ha indebolito, se non annientato, il nostro interlocutore:
 

  1. la trattativa salta integralmente;
  2. il Contratto viene riproposto con la veste giuridica del precedente più il cosiddetto aumento del 5,01% o viene chiuso con modifiche giuridiche peggiorative.

La situazione attuale lascia spazio a margini di trattativa che possano consentire dei miglioramenti? Noi ci limitiamo qui a ricordare su quali punti si sta articolando in queste settimane la protesta nazionale dei Lavoratori del Fisco e su quali punti li chiamiamo in assemblea il 7 febbraio. Sono i punti della nota mozione:

 

 

-                      la stabilizzazione di un'ulteriore quota del fondo sul salario tabellare;

-                      l'armonizzazione dell'indennità di amministrazione per tutti i profili retributivi;

-                      la riduzione dei profili retributivi

-                      l’eliminazione della tassa sulla malattia

-                      che non si facciano investimenti con il salario accessorio dei lavoratori (area degli esperti pagati con il FPSRUP)

-                      che sul contratto venga inserita una norma specifica che preveda i passaggi di area per una notevole percentuale di personale (vista la continua assunzione di CFL prevista dalla finanziaria)

 

 

A queste richieste si è aggiunta, in settimana, la sollecitazione per lo stralcio della parte economica, che rimane l'unica via percorribile nel caso in cui l'interlocutore fosse - come ci pare - debole. Non possiamo infatti rinunciare all'idea di migliorare il sistema dei nostri diritti e lasciare cadere nel vuoto praticamente tutte le richieste fatte fin qui. Stralciare la parte economica consentirebbe di condurre la trattativa su due binari differenti: dare seguito alla liquidazione dei pochi spiccioli scaturiti dal 5,01% in modo da far respirare i nostri salari asfittici; e rilanciare in avanti, in attesa di un interlocutore autorevole, la parte giuridica. Questo, e solo questo, era il senso della richiesta di stralcio della parte economica che vale se l'alternativa è la rinuncia a discutere dei diritti e un Contratto a metà. La nostra presenza davanti alla sede ARAN il 7 febbraio, nel luogo e nel momento in cui si decideranno le sorti del nostro Contratto, servirà in ogni caso a spingere le cose in avanti.

 

In tutta Italia nel frattempo proseguiranno le iniziative, prevalentemente unitarie, a sostegno della protesta dei Lavoratori del Fisco.

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