Decentramento Catasti. C'è chi dice no

Roma -

Abbiamo appreso da alcuni organi di stampa della nuova iniziativa che il Governo starebbe per intraprendere relativamente al decentramento delle funzioni catastali agli Enti locali ed in tal senso, oltre che uscire con un comunicato stampa di dissenso e protesta, abbiamo chiesto un urgente e tempestivo incontro al Sottosegretario Grandi non solo per “saperne di più” ma soprattutto per riuscire finalmente a capire di che morte deve (se deve) morire l’Agenzia del Territorio.

            Lo sconcerto di questa annosa e pietosa vicenda sta proprio nel fatto che i rappresentanti di questo Governo hanno, sembrerebbe, già deciso le sorti dell’Agenzia con tutto quello che contiene, senza neanche degnarsi, come dire, di rendere noto ai diretti interessati ciò che potrebbe accadergli di qui a breve.

            Alcuni organi di stampa, in sostanza,  hanno affermato che il Governo, in procinto di varare una finanziaria che taglierà di molto le spese agli Enti locali, compenserà gli stessi regalandogli le funzioni catastali. In altre parole l’Agenzia del Territorio diventerebbe merce di scambio per una duplice ragione: da una parte accontentare l’Europa quadrando i conti con una finanziaria selvaggia, dall’altra facendosi perdonare dagli Enti locali regalandogli, per così dire, la gestione dell’ICI.

            Anche noi abbiamo una duplice ragione per infuriarci: da un lato come cittadini per l’inequità fiscale alla quale sicuramente andremo incontro correndo il rischio che due abitazioni identiche in comuni limitrofi potrebbero essere soggette ad ICI diverse, dall’altro lato, inutile dirlo, come lavoratori ridotti a sentirci solo un costo cioè un peso.

            Eppure ai lavoratori di questa Agenzia  avevano chiesto di diventare moderni ed efficienti  perché solo offrendo un servizio  qualitativamente valido potevano garantirsi la sopravvivenza. Vi hanno chiesto di svestire quei panni fantozziani che da sempre il lavoratore del catasto è stato costretto ad indossare  perché bisognava informatizzarsi e raggiungere obiettivi sfidanti.

            Sembrerebbe che gli sforzi e le energie messe in campo non siano servite a molto nonostante  i risultati che l’Agenzia del Territorio ha comunque raggiunto. Non vogliamo fare terrorismo ma i fatti che conosciamo li abbiamo esposti: ora c’è bisogno di sentire la vostra voce !

            E’ arrivato il momento di essere noi i protagonisti, il momento in cui senza più distinzioni tra tempo determinato o indeterminato, i lavoratori tutti di questa Agenzia pensino sul serio al proprio futuro. Vi invitiamo a riunirvi in assemblee, vi invitiamo a discutere e a pronunciarvi , a far sapere a tutti quello che in realtà il lavoratore dell’Agenzia vuole per se stesso e per il suo futuro.


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