Entrate - Area Legale, obiettivi Va.L.E., errate assegnazioni
USB denuncia con forza le gravi distorsioni nell’assegnazione degli obiettivi individuali Va.L.E. 2026 al personale dell’Area Legale dell’Agenzia delle Entrate.
Ancora una volta, dietro la retorica della “valutazione della performance”, si consuma un uso improprio e scorretto degli strumenti valutativi, in aperto contrasto con le stesse Linee guida emanate dall’Agenzia delle Entrate per il triennio 2024 2026.
Ai singoli lavoratori e lavoratrici dell’Area Legale, vengono assegnati obiettivi identici a quelli di budget dell’Ufficio, legati agli indicatori IVAN e IVAN NETTO.
Un’operazione tanto semplice quanto illegittima perché gli obiettivi dirigenziali non possono essere riversati “tout court” sui lavoratori, in violazione del principio di coerenza verticale e della logica top down richiamata espressamente dalle Linee guida Va.L.E.
Quelle stesse Linee guida che l’Amministrazione invoca a corrente alternata, ignorandole quando diventano un ostacolo alla compressione dei diritti.
Il problema degli obiettivi IVAN e IVAN NETTO riguarda anche il fatto che gli stessi non dipendono dall’attività del singolo funzionario, ma da:
• scelte organizzative e atti impositivi decisi da altre Aree;
• valutazioni discrezionali riservate agli incaricati;
• orientamenti giurisprudenziali imprevedibili;
• volontà della controparte e capacità economica del contribuente (nelle conciliazioni).
Assegnare obiettivi di questo tipo viola apertamente il principio di raggiungibilità, cardine di qualsiasi sistema serio di valutazione.
Qui non siamo davanti a una valutazione della prestazione, ma a una scommessa sul contenzioso caricata sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.
C’è inoltre da evidenziare come gli indicatori IVAN e IVAN NETTO si basano su sentenze divenute definitive nel 2026, ma riferite ad attività difensive svolte in anni precedenti.
Si pretende di valutare il personale per risultati che non solo non sono controllabili, ma nemmeno temporalmente riferibili all’anno di valutazione.
Un’assurdità che svuota di qualsiasi significato la nozione stessa di obiettivo annuale.
Così la valutazione non è più uno strumento di sviluppo professionale, ma un atto autoritativo calato dall’alto che scarica a valle scelte apicali.
Come USB abbiamo immediatamente scritto alla Direzione Centrale Risorse Umane di:
• intervenire immediatamente;
• far ritirare e riformulare gli obiettivi Va.L.E. 2026 dell’Area Legale;
• ripristinare il rispetto delle Linee guida ufficiali;
• garantire obiettivi realmente controllabili, raggiungibili e riferiti all’anno di competenza.
In assenza di un cambio di rotta, il sistema Va.L.E. continua ad essere soltanto uno strumento punitivo, fondato sull’arbitrio e sullo scarico di responsabilità organizzative sui singoli lavoratori.
In allegato la nota inviata alla Direzione Centrale Risorse Umane
USB PI Agenzie Fiscali